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“A scuola di integrazione con ArcoDonna” da IL Dialogo di Monza 11 maggio 2019

A scuola di integrazione con ArcoDonna

  di Elena Borravicchio

Quando gli ideali sposano l’intraprendenza fattiva ecco che nascono le iniziative di successo. Portatrici di istruzione ma anche di amicizia.

Così è stato l’incontro tra Laura Morasso, presidente di ArcoDonna, una APS (associazione di promozione sociale) presente sul territorio dal 2008, e Antonella Mallone, insegnante presso l’Accademia professionale Pbs di Monza, che subito si sono intese nell’intento comune di realizzare qualcosa di buono, ma anche professionalmente valido, per persone desiderose di apprendere gli elementi di base del taglio e cucito.

È un corso sperimentale, che nasce da un’esigenza di integrazione – ha spiegato Laura Morasso.  Gli incontri sono iniziati a febbraio e si concludono oggi  (il corso si è svolto il sabato mattina, 9.30 -12.30, presso il Centro Civico di via Lecco 12, ndr). Gli iscritti erano 14,  tutte donne tranne un ragazzo senegalese molto talentuoso: la partecipazione è stata flessibile, quasi tutte sono mamme e qualche imprevisto c’è, ma sempre consistente”.

L’attività si svolge sotto l’occhio attento e la manualità esperta di Antonella Mallone, che un po’ spiega, ma soprattutto, dimostra materialmente, come si effettua un’imbastitura, un punto indietro, un punto mosca, un punto festone, un punto nascosto. Il lavoro si svolge a mano e con la macchina da cucire, per arrivare a realizzare l’orlo di un pantalone, ma anche di una tenda o di un lenzuolo, cucire una zip, creare una gonna.

Desideravamo offrire agli studenti la possibilità di essere indipendenti nella gestione delle piccole riparazioni utili nel quotidiano, ma, anche, creare un’occasione di incontro e scambio: per me è molto arricchente” – ha spiegato l’insegnante.

A metà mattina inizia a diffondersi il profumo della menta e le allieve si interrompono per bere un bicchiere di tè marocchino e fare due chiacchiere, in varie lingue. “Le donne provengono dal Marocco, dall’Egitto, dallo Sri Lanka, dal Bangladesh, dal Senegal – ha spiegato Tahany Shahin, vicedirettrice del Centro Islamico di via Ghilini e membro del direttivo di ArcoDonna .

Alcune frequentano il Centro Islamico e si conoscono già, altre hanno fatto amicizia qui. Tra loro anche Barbara e Anita, due insegnanti di italiano per stranieri, che sono giunte al corso per interesse personale e hanno anche messo in campo la loro formazione. “Abbiamo riscontrato che le classi senza una conoscenza linguistica di livello omogeneo riescono a funzionare comunque benissimo – ha sottolineato Laura Morasso – perché c’è disponibilità reciproca a darsi una mano. E poi, paradossalmente, chi ha meno familiarità con l’italiano ha più facilità con il cucito e viceversa. C’è una allieva che non dice una parola d’italiano ma guarda l’insegnante, capisce al volo, esegue e aiuta le altre”.

Oggi, che è l’ultima lezione, sono stati donati alle partecipanti i kit che loro stesse hanno confezionato a inizio corso, con rotoli di filo, forbici, metro da sarto, ditale e tutto il necessario per il cucito, oltre a due tessuti colorati per realizzare una gonna e una camicia.

Una nuova edizione del corso si svolgerà dopo l’estate, presso la Cascina Cantalupo (viale Sicilia 88), una struttura di accoglienza per mamme con minori in condizione di particolare necessità sociale.

Ma la presidente di ArcoDonna sogna in grande: “Venerdì 14 giugno, alla Cascina Cantalupo,inaugureremo un mercatino, che proseguirà sabato 15 per tutto il giorno, con capi d’abbigliamento e accessori nuovi e vintage, contestualmente ad una bellissima mostra sulle “streghe bambine” (un fenomeno terribile che si verifica in Africa, dove alcune bambine vengono accusate di stregoneria).  Si tratta di una raccolta fondi per l’acquisto di altre macchine da cucire ed estendere il numero dei nostri utenti”.

Vi auguriamo di cuore che sia un successo.

Il gruppo delle partecipanti con Laura Morasso e Antonella Mallone

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